L’Editoriale della settimana-Salario minimo e salario giusto: due modelli, una stessa domanda di dignità

 

 

Nel dibattito sul lavoro in Italia si confrontano due visioni: quella del salario minimo legale, una soglia oraria fissata per legge e uguale per tutti, e quella del cosiddetto salario giusto, fondato sui trattamenti economici previsti dai contratti collettivi più rappresentativi. Il primo punta a garantire una tutela universale, soprattutto nei settori dove proliferano contratti deboli e paghe da 4 o 5 euro l’ora. Il secondo valorizza la contrattazione nazionale, distinguendo tra paga base e trattamento complessivo, e lega gli incentivi pubblici alle imprese che applicano contratti solidi.

La differenza è sostanziale: il salario minimo è una soglia unica, il salario giusto è una struttura variabile che cambia per settore e qualifica. Due strade diverse per rispondere alla stessa esigenza: assicurare ai lavoratori una retribuzione che sia davvero all’altezza del costo della vita e della dignità del lavoro.

Enzo Cattaruzzi

Direttore

 

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