La Regione Friuli Venezia Giulia non farà parte della Fondazione Vajont. Lo ha annunciato in Consiglio regionale il vicegovernatore Mario Anzil, chiarendo che «allo stato attuale non ci sono le condizioni per procedere». Una presa di posizione netta, che chiude – almeno per ora – la discussione sull’ingresso dell’ente nel nuovo organismo dedicato alla memoria della tragedia del 1963.
Al centro del confronto c’è la quota di partecipazione richiesta ai soci fondatori, ritenuta dalla Regione «sproporzionata» rispetto al ruolo che l’istituzione dovrebbe ricoprire. Anzil ha spiegato che l’adesione non è stata scartata per ragioni politiche o di merito, ma per una valutazione tecnica e finanziaria: «Non è in discussione il valore della memoria, né l’importanza del Vajont come luogo simbolico. Ma servono condizioni equilibrate e sostenibili».
La decisione arriva mentre altri enti – tra cui la Provincia di Belluno e il Comune di Longarone – stanno definendo la propria posizione rispetto alla Fondazione. Il Friuli Venezia Giulia, invece, sceglie la prudenza: nessuna chiusura definitiva, ma la richiesta di un quadro più chiaro, con una governance e un impegno economico ritenuti adeguati.
Il Vajont resta un tema sensibile, dove memoria, istituzioni e territori si intrecciano. La Regione ribadisce la volontà di sostenere iniziative commemorative e progetti culturali, ma senza assumere impegni che non considera proporzionati. La partita, dunque, non è chiusa: dipenderà da eventuali nuove proposte e da un riequilibrio delle condizioni di ingresso

