Cisint a Udine: “L’Islam politico mira a sovvertire la democrazia”

 

A Udine l’europarlamentare Anna Cisint ha lanciato un allarme che non lascia spazio a interpretazioni: “L’Islam politico mira a sovvertire la democrazia”. Parole dure, pronunciate davanti a una platea attenta, mentre la questione della radicalizzazione torna al centro del dibattito nazionale e locale. Per Cisint, la deriva estremista non è un fenomeno marginale ma “un cancro che cresce silenziosamente”, alimentato da reti ideologiche che sfruttano fragilità sociali e vuoti normativi.

Il riferimento diretto è alle moschee irregolari, realtà che secondo l’europarlamentare operano senza controlli adeguati, talvolta registrate come semplici associazioni culturali. Un quadro che, a suo dire, permette attività non trasparenti e spazi di influenza difficili da monitorare. “Non è una questione religiosa”, ha precisato, “ma di sicurezza democratica: chi predica contro i valori europei non può nascondersi dietro la libertà di culto”.

Il messaggio è chiaro: serve una strategia nazionale e locale più rigorosa, capace di distinguere tra comunità religiose integrate e nuclei che promuovono ideologie incompatibili con la convivenza civile. Udine, con la crescita di luoghi di culto non riconosciuti, diventa per Cisint un caso emblematico di ciò che potrebbe accadere in molte città italiane.

Il dibattito è aperto e destinato a infiammarsi: tra chi vede in queste parole un necessario richiamo alla sicurezza e chi teme una generalizzazione che rischia di colpire comunità pacifiche. Resta il nodo politico: come garantire libertà religiosa e, allo stesso tempo, impedire che l’estremismo trovi terreno fertile.

Foto ANSA

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