Nell’ultima seduta di giunta prima della pausa di Ferragosto arriva il passaggio decisivo per la reintroduzione delle Province: la costituzione della cabina di regia che dovrà definire quali funzioni la Regione trasferirà ai nuovi enti e con quali risorse, economiche e di personale, per evitare «qualsiasi disservizio ai cittadini», come sottolinea l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Prima riunione già entro agosto, perché la tabella di marcia resta invariata: elezioni provinciali nella primavera 2027, con sette leggi da approvare entro febbraio.
Da Udine, il governatore Fedriga conferma la linea: «Andiamo avanti con le tempistiche programmate», pur invitando alla prudenza. «Il percorso è fondamentale per fare le cose bene».
La cabina di regia, prevista dalla legge regionale 7/2026, sarà presieduta da Roberti e composta dagli assessori competenti, dai direttori centrali, dal direttore generale della Regione, dai presidenti delle Province (o commissari) e dal presidente dell’Anci. Nella fase transitoria, saranno gli Edr a rappresentare gli enti.
Tre competenze sono già fissate: dal 1° gennaio 2027 le Province erediteranno personale e funzioni degli Edr; dal 1° luglio diventeranno Casa dei Comuni. Ma per andare al voto ne serviranno almeno sei, come imposto da un emendamento FdI. Roberti assicura che le risorse saranno trasferite tramite “storni” dal bilancio regionale.
La polemica
Se in maggioranza il clima appare disteso — «Nessun trasferimento improvvisato», esulta il capogruppo leghista Antonio Calligaris — dall’opposizione arrivano bordate pesanti. Per il segretario provinciale dem di Udine, Luca Braidotti, «per il Friuli continua la presa in giro. La cabina di regia è la plastica conferma di ciò che diciamo da mesi: le Province come le ha volute Roberti sono scatole vuote».
E il capogruppo dem in Consiglio regionale, Diego Moretti, aggiunge che dalle competenze attribuite «si capirà molto dei rapporti interni alla maggioranza», lasciando intendere che il vero nodo non è solo tecnico, ma politico: chi avrà il peso, chi perderà funzioni, chi controllerà il nuovo livello istituzionale.

