Il nuovo avviso del Comune di Udine, che invita negozi, imprese e professionisti a offrire sconti ai dipendenti di Palazzo D’Aronco, apre un confronto acceso tra amministrazione e opposizione. Per Fratelli d’Italia l’iniziativa somiglia a un welfare “a costo zero”, costruito chiedendo ai privati di ridurre margini e tariffe in un momento segnato da aumenti di imposte e prospettive di ulteriori rincari. Un modello che, secondo le critiche, finisce per scaricare sulle partite IVA il benessere dei dipendenti pubblici, con l’ulteriore rischio di coinvolgere categorie professionali soggette a regole deontologiche stringenti. L’estensione dell’avviso anche agli avvocati solleva infatti dubbi sulla correttezza commerciale e sull’acquisizione di clientela tramite condizioni preferenziali, tema su cui gli Ordini hanno chiesto chiarimenti. Preoccupa inoltre l’ipotesi di allargare i benefici ai familiari dei dipendenti.
L’assessore Andrea Zini respinge le accuse e chiarisce che l’adesione è totalmente volontaria: nessun obbligo, nessun costo imposto, nessuna corsia preferenziale. Gli operatori che partecipano, sostiene, possono cogliere l’opportunità di farsi conoscere da una platea ampia e stabile di lavoratori. Zini apre anche alla possibilità di integrare l’avviso con una clausola che richiami il rispetto dei codici deontologici, per fugare ogni dubbio. E ribadisce che le convenzioni esterne non sostituiscono il welfare interno: il Comune ha già previsto risorse proprie, che saranno attivate una volta conclusa la trattativa sul contratto collettivo regionale. Il confronto resta aperto, tra richieste di maggiore trasparenza e la difesa di un progetto presentato come strumento aggiuntivo e pienamente volontario.

