Secondo le ricostruzioni più recenti, Giorgia Meloni ha annunciato un pacchetto di norme sulla scuola che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri: tetto massimo di studenti stranieri per classe, divieto di burqa e niqab nelle scuole, e obbligo per i genitori degli alunni con gravi difficoltà di inserimento di imparare l’italiano.
L’obiettivo dichiarato è evitare che “gli italiani si sentano minoranza nelle classi” e rafforzare l’integrazione linguistica.
Il governo valuta un disegno di legge o un pacchetto di emendamenti, con misure operative dal prossimo anno scolastico. Il ministro Valditara ha ribadito che “senza padronanza della lingua italiana non c’è vera integrazione”.
La Conferenza Episcopale Italiana, attraverso il cardinale Matteo Zuppi, ha espresso una posizione netta: la scuola deve restare inclusiva.
Zuppi ha ricordato che “non possiamo accettare che il luogo di nascita determini le opportunità di apprendimento”, sottolineando che la scuola è chiamata a unire, non dividere, e a evitare la creazione di “ghetti” educativi.
La CEI, dunque, non entra nel merito tecnico delle norme, ma richiama un principio: la scuola come spazio di integrazione e coesione sociale, coerente con l’articolo 34 della Costituzione.

