L’Università di Udine consolida la propria proiezione internazionale con un partenariato strategico in Giappone, centrato sul Kyoto Institute of Technology (KIT). Una collaborazione che, negli ultimi anni, è cresciuta in modo strutturale, fino a diventare uno dei pilastri dell’ateneo friulano nel campo dell’ingegneria e dell’innovazione.
La relazione tra Uniud e KIT si fonda su tre direttrici: scambi studenteschi, ricerca congiunta e didattica internazionale. Gli scambi sono già attivi, con studenti giapponesi ospitati a Udine e studenti friulani coinvolti in periodi di studio e laboratorio a Kyoto, da due settimane fino a tre mesi. A questo si aggiunge la summer school internazionale dedicata ai materiali e alla metallurgia, che ogni anno porta a Kyoto docenti e studenti del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura.
Il passo più significativo è però l’avvio, dal 2026/27, del doppio titolo magistrale tra il corso udinese Industrial Engineering for Sustainable Manufacturing e il programma giapponese Mechanophysics and Mechanodesign. Due studenti per ateneo trascorreranno sei mesi nella sede partner, ottenendo un titolo valido in entrambi i Paesi. Un’opportunità che rafforza la competitività dei laureati e apre nuove prospettive di collaborazione con il mondo produttivo.
La partnership con il Giappone si inserisce nella strategia di internazionalizzazione dell’Università di Udine, che punta ad attrarre talenti, aumentare il numero di laureati e consolidare la propria presenza nelle reti accademiche globali. Per il territorio friulano, si tratta di un ponte stabile con uno dei poli tecnologici più avanzati dell’Asia, capace di generare ricadute in termini di innovazione, ricerca e sviluppo industriale.
L’asse Udine–Kyoto si conferma così una delle iniziative più dinamiche dell’ateneo, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di operare in contesti globali e di contribuire alla trasformazione sostenibile della manifattura.

