Udine-Il passaggio a livello resta chiuso e Mansi potenzia la protesta

 

Il tema dei passaggi a livello torna a scuotere la quotidianità dei residenti. Ieri il passaggio di via Peschiera è rimasto abbassato per oltre venti minuti – alcuni automobilisti parlano di mezz’ora – generando code, clacson e proteste. Alla base del blocco ci sarebbero test tecnici sulla linea ferroviaria, necessari dopo i lavori di adeguamento eseguiti da Rfi. Una spiegazione che però non placa l’esasperazione di chi vive disagi ormai ricorrenti.

La lunga attesa ha spinto alcuni automobilisti a scendere dalle vetture per contestare una situazione che, denunciano i residenti, «si ripete troppo spesso». Intanto il presidio in tenda del consigliere comunale Matteo Mansi (Pd) non solo prosegue, ma si rafforza. Negli ultimi giorni sono state avviate due raccolte firme: la prima, indirizzata al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, chiede un sopralluogo in via del Bon; la seconda, rivolta a sindaco e assessore, sollecita l’installazione di centraline per monitorare la qualità dell’aria. «In due giorni abbiamo raccolto 200 firme per ciascuna iniziativa», afferma Mansi, «i cittadini non ne possono più e continuano a venire in tenda per firmare».

Il consigliere attacca anche la gestione complessiva dell’opera: «I fondi sono esauriti e le uniche due fasi finanziate non verranno completate. La fine dei lavori è prevista nel 2044, ma con i ritardi si rischia il 2064. A cosa serve allora la nomina del commissario straordinario Aldo Isi? Bisogna trasferire i treni passeggeri in trincea, dove già oggi transitano cinque convogli».

Un nuovo episodio, quello di via Peschiera, che alimenta una protesta destinata a crescere finché non arriveranno risposte concrete.

 

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