Udine-La Quiete e la nomina del direttore generale

 

A Udine si accende la partita per la nomina del nuovo direttore generale de La Quiete, l’Asp più grande e strategica del Friuli. Il primo voto del nuovo Cda è finito nel nulla: nessuna maggioranza, nessun nome condiviso, solo la conferma di una frattura politica che attraversa la città e che ora si riflette anche sull’ente di via Sant’Agostino.

Sul tavolo ci sono profili diversi, con visioni opposte sul futuro della struttura: da un lato chi spinge per una figura manageriale “pura”, con esperienza sanitaria e capacità di riorganizzazione; dall’altro chi vorrebbe un profilo più politico-amministrativo, capace di dialogare con Comune e Regione in una fase in cui la tenuta dei servizi per anziani è tema sensibile.

Il presidente Gasparin, consapevole dello stallo, ha scelto di muoversi: ha chiesto un incontro formale con la minoranza per sondare la possibilità di un’intesa larga, o almeno di un nome che non spacchi l’ente alla prima curva. Una mossa che molti leggono come tentativo di evitare una nomina a colpi di maggioranza, che rischierebbe di indebolire il nuovo direttore ancor prima dell’insediamento.

Intanto, in città cresce il dibattito: La Quiete gestisce centinaia di ospiti, decine di milioni di bilancio e un ruolo sociale cruciale. Per questo la scelta del direttore generale non è solo una questione tecnica, ma un test politico sulla capacità di Udine di trovare una guida condivisa per uno dei suoi presidi più delicati.

 

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