Province, Venanzi al CAL: “Riforma inutile e costosa. Udine vota no”

 

Il vicesindaco Giovanni Venanzi ha rappresentato oggi il Comune di Udine al Consiglio delle Autonomie Locali, dove ha espresso la netta contrarietà dell’amministrazione alla reintroduzione delle Province in Friuli Venezia Giulia. “Nel 2014 furono abolite con voto unanime, anche da chi oggi le ripropone. Non fu ideologia, ma realismo: quegli enti non rispondevano più alle esigenze del territorio”, ha ricordato.

Secondo Venanzi, la riforma non garantirebbe maggiore rappresentanza ai cittadini né migliorerebbe i servizi. “È falso sostenere che servano presidente e giunta provinciale per scuole e strade: queste funzioni sono già svolte da strutture tecniche autonome ed efficienti. Con liste bloccate e collegi ridotti, il potere resterebbe ai partiti, non ai cittadini”.

Il punto critico riguarda l’utilità del nuovo ente: se le competenze restassero quelle degli EDR, l’unico effetto sarebbe un aumento dei costi. “Il vero problema non sono le Province, ma i Comuni, che ogni giorno affrontano carenze di personale e risorse. In tutta Italia miliardi restano inutilizzati per mancanza di capacità progettuale. Anche Udine vive questa difficoltà”.

Venanzi critica inoltre il rapporto tra Regione e autonomie locali: “Con quasi 4.000 dipendenti e oltre un miliardo di bilancio, la Regione è diventata un contributificio, mentre i Comuni faticano a garantire servizi essenziali. In questo quadro, a cosa servirebbero un presidente e tre assessori provinciali? Qual è la visione? Ad oggi non c’è”.

Da qui il voto contrario del Comune di Udine: “Abbiamo detto no a una riforma che rischia di produrre solo nuove poltrone e nuovo spreco di denaro pubblico, senza dare risposte ai territori”.

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