UDINE – La vicenda degli 8 milioni di euro di contributi regionali “revocati” al mercato ortofrutticolo di Udine rappresenta una delle pagine più controverse degli ultimi anni per il capoluogo friulano, per l’intero territorio e per il comparto agroalimentare. Una scelta che ha lasciato sconcerto tra operatori e amministratori, perché colpisce un’infrastruttura considerata strategica per la filiera e per lo sviluppo dell’area vasta.
Il segnale arrivato dal Consiglio comunale di Udine, dove i gruppi di centrodestra hanno votato un documento unitario sulla vicenda, apre ora un fronte politico più ampio: se l’unità è stata possibile in città, può esserlo anche in Regione. È questo il messaggio che arriva dal territorio friulano, che chiede ai consiglieri regionali di centrodestra di assumere la stessa compattezza dimostrata dai colleghi udinesi.
La questione, infatti, è eminentemente politica. La domanda è semplice: la Regione intende sostenere lo sviluppo del mercato di Udine e, con esso, della filiera agroalimentare friulana? Se la risposta è sì, allora non potrà essere un cavillo amministrativo a impedire un nuovo stanziamento. Perché qui non si discute solo di procedure, ma della capacità del Friuli di difendere le proprie infrastrutture strategiche con la stessa determinazione mostrata da Trieste quando si tratta del proprio futuro.
All’orizzonte c’è la manovra di assestamento, il passaggio più concreto per rimediare allo stop. Dal territorio ci si aspetta che proprio in quella sede la politica regionale dimostri coesione e responsabilità, trovando una soluzione che restituisca al mercato ortofrutticolo di Udine le risorse necessarie per continuare a essere un motore della filiera agroalimentare friulana.

