Nel quartiere di Sant’Osvaldo, il 5 agosto è una certezza: la festa del santo patrono, momento di comunità, memoria e identità. Anche quest’anno la tradizione si rinnova alle 18.30, nella chiesa storica di via Basiliano 14, dove il parroco don Ezio Giaiotti, l’arciprete don Luciano Nobile, monsignor Paolo Brida e i confratelli celebreranno la liturgia dedicata a Sant’Osvaldo, re, martire e santo del VII secolo, venerato in Northumbria.
La celebrazione avrà un valore speciale: ricorderà i quattrocento anni dalla prima attestazione del nome “San Sualdo”, riportato in un atto notarile del 1626. All’epoca, l’area “fuori porta Grazzano” era un paesaggio di prati e alberi, e l’unico edificio riconoscibile era la piccola chiesa costruita nel 1500 dal luogotenente di Udine, Francesco Dragoni, che la dedicò proprio a Sant’Osvaldo. Da quel nucleo rurale è cresciuto il quartiere che oggi conosciamo, con una reputazione complessa ma radici cristiane salde.
Per la ricorrenza, su volontà dell’arcivescovo Riccardo Lamba, verrà posto un nuovo altare dedicato a Sant’Urbano I Papa, che sarà consacrato durante la messa. Dal casale Dragoni partirà poi una breve processione verso la chiesa maggiore, intitolata alla Beata Vergine di Lourdes: un gesto che unisce storia, fede e comunità.

