Una stretta senza precedenti contro i reati predatori ha attraversato Veneto e Friuli Venezia Giulia, colpendo le province di Pordenone, Gorizia, Belluno, Rovigo e Verona. La Polizia di Stato ha messo in campo un dispositivo massiccio: pattuglie, reparti speciali, unità cinofile, posti di blocco a tappeto. Il bilancio è pesante: 70 arresti, oltre 260 indagati e 27mila persone identificate.
Nel corso dei controlli sono spuntati machete, armi da fuoco, gioielli, refurtiva e arnesi da scasso: strumenti tipici delle bande itineranti che da mesi colpiscono abitazioni, attività commerciali e cantieri. Le perquisizioni hanno interessato stazioni, terminal, zone industriali e appartamenti usati come basi logistiche.
La Polizia parla di un’azione “ad alto impatto”, destinata a proseguire. L’obiettivo è chiaro: disarticolare i gruppi che vivono di furti e rapine, togliere spazio alle reti criminali e riportare sicurezza nelle aree più esposte. Un messaggio diretto alle bande: il territorio non è più terreno libero.

