Nel cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo commemorativo che diventa, a tutti gli effetti, un nuovo tassello della memoria collettiva friulana. L’emissione, datata 6 maggio 2026, rientra nella serie tematica “I Valori sociali” e vuole rendere omaggio non solo alla tragedia, ma soprattutto alla capacità di rinascita che ha segnato il Friuli dopo l’Orcolat.
La vignetta scelta è di forte impatto simbolico: il Duomo di Sant’Andrea Apostolo di Venzone, icona della ricostruzione, è rappresentato custodito tra mani intrecciate, metafora della comunità che protegge la propria storia e la propria identità. Sullo sfondo compaiono le rovine dell’edificio, a ricordare la devastazione del 1976 e il lungo cammino che ha portato alla rinascita. Completano il francobollo le legende “Terremoto del Friuli”, “1976”, “Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia” e la scritta “Italia”, con tariffa B.
L’opera porta la firma di Santo Errico della Scuola dell’Arte della Medaglia, mentre la stampa è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in rotocalcografia, con fogli da 45 esemplari. Un oggetto piccolo, ma capace di racchiudere un grande patrimonio emotivo e storico.
Accanto all’emissione ufficiale, il francobollo rappresenta anche il coronamento di un percorso culturale avviato dal Circolo Filatelico Numismatico Gemonese, che aveva proposto l’iniziativa nel 2025. Il presidente Luciano Vale ha sottolineato come questo riconoscimento celebri non solo il dolore, ma anche la forza, la solidarietà e la resilienza che hanno caratterizzato la comunità friulana nel dopo sisma .
A cinquant’anni dalla tragedia, questo francobollo diventa così un simbolo che viaggia: un frammento di memoria che attraversa l’Italia e il mondo, portando con sé la storia di un popolo che ha saputo rialzarsi insieme.

