Il caldo ferma il lavoro, Confindustria e sindacati d’accordo

 

UDINE – Contro il grande caldo, imprese e sindacati si ritrovano sullo stesso fronte: la tutela della salute dei lavoratori. «La sicurezza è una priorità assoluta», ribadiscono il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, e il numero uno di Confartigianato, Graziano Tilatti, che salutano positivamente l’ordinanza regionale sullo stop ai lavori all’aperto nelle ore più critiche.

Le aziende, spiegano, si sono già attrezzate: acqua e sali minerali, pause più lunghe, anticipi o posticipi degli orari, fino ai gilet rinfrescanti. «Luglio sarà il mese più complicato, ma non abbiamo segnalazioni particolari», osserva Pozzo.

L’ordinanza – valida fino al 15 settembre – impone lo stop dalle 12.30 alle 16 per agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e stradali, cave. Previste eccezioni solo per interventi di pubblica utilità, protezione civile e sicurezza. Chi non rispetta il provvedimento rischia arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro.

Confartigianato insiste sulla necessità di applicare le regole, soprattutto nei lavori in quota, dove «le temperature possono toccare i 45 gradi». «Gli operai sono sempre meno: tutelarli è un dovere», afferma Tilatti.

Dal fronte sindacale, la Fiom Cgil ricorda che il cambiamento climatico impone misure strutturali: investimenti in isolamento, climatizzazione, spazi refrigerati. «In molte aziende – spiega il segretario David Bassi – sono già attivi orari estivi, pause aggiuntive, distribuzione di acqua e ghiaccioli. La legge consente al lavoratore di fermarsi quando necessario».

Secondo l’Osmer Arpa, il caldo non darà tregua: oggi attese massime di 36°C, domani fino a 37°

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