Controlli al confine, Ciriani tira dritto: “Andranno avanti finché servirà”

 

I controlli al confine tra Italia e Slovenia non verranno rimossi. Lo ha ribadito il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, intervenendo a Lignano Sabbiadoro, spiegando che il presidio resta “necessario” e che il Governo intende mantenerlo finché la situazione lo richiederà. ANSA

Ciriani ha risposto anche alle critiche del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che nei giorni scorsi aveva definito la misura una “sceneggiata” e chiesto di spostare agenti e risorse dalla frontiera alla città. “Mi dispiace per il mio amico sindaco di Trieste che la pensa diversamente”, ha commentato il ministro, aggiungendo che il Governo è disponibile a discutere eventuali rafforzamenti ma non a rinunciare al presidio. ANSA

Il ministro ha ricordato che la battaglia per introdurre i controlli fu portata avanti da Fratelli d’Italia già prima dell’esecutivo Meloni, sostenendo che quel tratto di confine rappresentava “una Lampedusa del nord”. Ha poi elencato i dati degli ultimi sei mesi: 683 respingimenti, 700 denunce per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, 117 arresti, 104mila veicoli controllati e oltre 230mila persone identificate. ANSA

Le parole di Ciriani arrivano mentre cresce il fronte politico che chiede di superare la sospensione di Schengen, con Pd, M5S e Siulp che sostengono la posizione di Dipiazza e denunciano l’impatto dei controlli sugli organici della Polizia in città. RTV Slovenija

Il dibattito resta aperto, ma la linea del Governo – almeno per ora – non cambia: i controlli rimarranno.

 

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