La vicenda che ha agitato l’estate politica cividalese si chiude con un colpo di scena. L’avvocato Carlo Monai, decaduto dalla presidenza della Casa per anziani dopo le dimissioni simultanee di tre membri del Cda, ha avviato un’azione civile per lucro cessante e danno reputazionale contro Paolo Marseu e Marco Cataldi, entrambi dimissionari e poi nuovamente nominati dal sindaco Attilio Vuga. Nessuna iniziativa, invece, verso Letizia Ninino.
Monai chiede 95.280 euro lordi, pari ai compensi fino a fine mandato, precisando che eventuali somme saranno devolute in beneficenza. Nel ricorso, firmato dagli avvocati Francesca Canciani e Filippo Lavia, si parla di «finte dimissioni» funzionali a farlo decadere per poi ricostituire l’organo con gli stessi protagonisti, «in assenza di un amministratore sgradito».
Le dimissioni contestuali – definite una prassi «controversa» sul piano amministrativo – avrebbero interrotto un percorso di gestione «innovativo e con risultati positivi», come documentato da bilanci, monitoraggi e questionari sulla qualità dei servizi. Tutte le delibere, sottolinea Monai, erano state approvate all’unanimità, elemento che a suo dire smentirebbe qualsiasi critica postuma.
Secondo la tesi dei legali, l’operazione non mirava a tutelare l’Asp, ma a bypassare le tutele di legge per rimuovere il presidente. La riassunzione degli stessi dimissionari dimostrerebbe l’assenza di reali incompatibilità o blocchi funzionali.
Monai richiama infine precedenti giurisprudenziali sull’abuso della clausola di decadenza e sulle dimissioni strumentali, sostenendo che il suo caso rientri in un indirizzo ormai consolidato di tutela risarcitoria.

