Giornata ad alta tensione quella di martedì in provincia di Pordenone, dove i Carabinieri hanno registrato nove tentativi di truffa ai danni di persone anziane. Il copione è quello ormai noto: finti carabinieri, falsi avvocati o parenti coinvolti in incidenti, che al telefono chiedono denaro o gioielli per “risolvere” presunti problemi urgenti.
In otto casi le vittime hanno intuito l’inganno e hanno chiamato subito il 112, evitando il raggiro. Ma a Travesio un’anziana è stata indotta a consegnare gioielli per un valore di circa 2 mila euro a un uomo che si è presentato alla porta spacciandosi per incaricato dell’Arma, incaricato di ritirare gli oggetti “per metterli al sicuro”.
Le segnalazioni, arrivate da diversi comuni della provincia, confermano la presenza di un gruppo organizzato in movimento sul territorio. Le pattuglie sono state potenziate e i militari stanno raccogliendo testimonianze e immagini di videosorveglianza per risalire ai responsabili.
Le forze dell’ordine rinnovano l’appello alla prudenza: non fidarsi di telefonate allarmanti, non consegnare denaro o beni, e contattare immediatamente il 112 in caso di dubbi. La rapidità della chiamata, come dimostrano gli otto tentativi sventati, resta l’arma più efficace per fermare i truffatori.

