EDITORIALE di Zoe-Pd, tra linea sulla guerra e Statuto: due scosse che agitano il fronte democratico

 

Due notizie emerse nelle ultime ore delineano un quadro inquieto dentro il Partito Democratico, mettendo in discussione tanto la sua identità internazionale quanto la sua tenuta democratica interna. Da un lato, la convergenza sempre più evidente tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sulla linea relativa alla guerra in Ucraina; dall’altro, l’indiscrezione riportata da Il Foglio secondo cui la segretaria sarebbe pronta a prorogare il proprio mandato, scavalcando lo Statuto del partito.

Sul fronte della politica estera, il voto sul Safe ha certificato la fine della distanza tra Pd e M5S: Schlein avrebbe scelto di avvicinarsi alla postura più prudente dei grillini, abbandonando quella tradizionale impostazione europeista e atlantica che aveva distinto i democratici nelle fasi più dure del conflitto. Una scelta che risponde alla necessità di tenere compatto il campo progressista, ma che rischia di indebolire la credibilità internazionale del Pd proprio mentre l’Europa discute il futuro della propria sicurezza comune.

Parallelamente, Il Foglio rivela un retroscena che tocca il cuore della democrazia interna del partito: Schlein starebbe valutando di allungare a tempo indeterminato — forse per un anno — il proprio mandato, rendendo di fatto “cartastraccia” lo Statuto. Un colpo di mano che, se confermato, segnerebbe una rottura con la tradizione di partecipazione e regole condivise che ha sempre caratterizzato il Pd, percepito come l’ultimo grande partito italiano dotato di una struttura democratica reale.

La segretaria si troverebbe così a gestire un doppio equilibrio: quello geopolitico, che la avvicina a Conte, e quello interno, che la spinge a evitare un congresso in un momento di tensioni e correnti in fibrillazione. Ma la combinazione dei due fattori apre un interrogativo più ampio: il Pd sta cambiando natura? La convergenza sulla linea ucraina e l’ipotesi di una proroga del mandato disegnano un partito meno pluralista, più verticale, più tattico.

In un sistema politico dove i partiti personali hanno sostituito le strutture collettive, il Pd era rimasto un’eccezione. Le notizie di queste ore, invece, raccontano un partito che rischia di smarrire proprio ciò che lo distingueva. Una trasformazione che merita attenzione e che, come sempre, richiede conferme da fonti ufficiali.

Zoe

 

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