Nucleare in FVG, la Regione accelera: tra nuove tecnologie e l’ombra di Krško

Il Friuli Venezia Giulia entra nel vivo della partita nucleare. Mentre da Roma si attendono le regole che definiranno chi potrà fare cosa, il presidente Fedriga apre alla sperimentazione: piccoli reattori modulari, tecnologie di nuova generazione, percorsi controllati. Una linea che punta a non restare spettatori mentre l’Europa corre.

Dal fronte industriale arriva la proposta più audace: Michelangelo Agrusti rilancia l’idea di un coinvolgimento del Fvg nel progetto del nuovo reattore Krško 2 in Slovenia. Un’operazione che garantirebbe energia stabile e competitiva, ma che implica accordi internazionali, investimenti pesanti e una visione strategica di lungo periodo.

Gli esperti frenano: nessuna tecnologia sarà pronta prima del 2035 e il nucleare non risolverà nell’immediato la crisi dei costi energetici. Ma il messaggio è chiaro: il Nordest non può permettersi di restare fermo mentre la mappa energetica europea si ridisegna.

Il Fvg osserva, valuta e prepara le sue mosse. La scelta sul nucleare non sarà solo tecnica: è una decisione identitaria, che può cambiare il futuro della regione.

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