Speciale Venezuela
Marco Polesel è un imprenditore di origini friulane nato a Caracas, in Venezuela. Ha 58 anni ed è cittadino sia italiano che venezuelano. È noto per le sue posizioni fortemente critiche verso il regime di Nicolás Maduro e per il suo sostegno all’intervento statunitense guidato da Donald Trump. Secondo Polesel, l’azione americana non rappresenta una guerra civile, ma una liberazione da un sistema di potere corrotto. Ritiene che altri arresti seguiranno e che i “clan” al potere in Venezuela siano destinati a cadere.
Lo abbiamo contattato in mattinata di domenica 4 gennaio ( ore 10 a Caracas , ore 16 di Udine)
Marco Polesel, friulano di seconda generazione e cortesemente ci ha rilasciato l’intervista.
Direttore di Udine Capitale: Marco Polesel, grazie per essere con noi. Partiamo dai fatti: cosa è successo con esattamente il 3 gennaio 2026 in Venezuela?
Marco Polesel: Grazie a voi. Quella mattina, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare su larga scala contro il governo venezuelano. Il presidente Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati catturati e trasferiti a New York, dove devono affrontare accuse gravissime: narcotraffico internazionale, cospirazione terroristica e possesso di armi da guerra .
Direttore: Un’azione così decisa non si vedeva da tempo. Quali sono le motivazioni ufficiali?
Polesel: L’amministrazione Trump ha parlato di una “operazione congiunta con le forze dell’ordine” per arrestare due presunti narcotrafficanti internazionali. Maduro era già stato incriminato negli Stati Uniti, ma l’attacco ha sorpreso il mondo per la sua rapidità e intensità.
Direttore: Come ha reagito la comunità internazionale?
Polesel: Le reazioni sono state contrastanti. La Russia ha condannato duramente l’attacco, definendolo “aggressione armata” e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU .Altri paesi dell’America Latina sono divisi: alcuni temono un precedente pericoloso, altri vedono la fine del regime di Maduro come una liberazione.
Direttore: E il popolo venezuelano?
Polesel: È difficile generalizzare. Alcuni hanno accolto la notizia con sollievo, sperando in un cambiamento dopo anni di crisi economica e repressione. Altri temono l’instabilità e l’ingerenza straniera. Le esplosioni a Caracas e in altre città hanno causato decine di vittime, e la situazione resta tesa.
Direttore: Quali sono le implicazioni per l’Italia e per l’Europa?
Polesel: L’Italia ha una comunità venezuelana significativa e interessi economici nella regione. L’Unione Europea dovrà decidere se sostenere l’azione americana o promuovere una soluzione diplomatica. In ogni caso, questo evento segna un punto di svolta nella geopolitica del continente sudamericano.
Direttore: Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?
Polesel: Gli Stati Uniti hanno dichiarato l’intenzione di “gestire” la transizione in Venezuela, anche attraverso il controllo delle risorse petrolifere. Ma il rischio di escalation è alto. Sarà fondamentale monitorare le reazioni interne e internazionali, e capire se si aprirà uno spiraglio per una vera democratizzazione .
Direttore: Grazie Marco, per averci aiutato a comprendere meglio una vicenda così complessa.
Polesel: Grazie a voi. Informare è il primo passo per capire e agire.
Direttore :a presto
Polesel: Mandi

