Cinquant’anni fa la terra tremò, ma fu il Friuli a muoversi più forte di tutto.
In una manciata di secondi crollarono case, campanili, certezze. Non crollò la dignità. Non cedette la volontà di ricominciare. Da quella notte del 6 maggio 1976 nacque un popolo nuovo, consapevole che la ricostruzione non è solo un fatto edilizio, ma un patto morale tra comunità, istituzioni e memoria

