Sul progetto del Ponte sullo Stretto, il presidente del Veneto Luca Zaia ha preso le distanze dai toni accesi del vicepremier Matteo Salvini. Dopo lo stop della Corte dei Conti alla delibera del Cipess, Zaia ha invitato a un approccio tecnico-legale: «Non è la prima volta che la Corte interviene, e non sarà l’ultima. Toccherà al governo rispondere»
Una dichiarazione che, pur senza smentire apertamente la linea leghista, ha avuto l’effetto di raffreddare l’entusiasmo del leader del Carroccio, impegnato a difendere l’opera come simbolo strategico del governo. Zaia ha anche sottolineato la necessità di migliorare il dialogo tra le istituzioni, lasciando intendere che lo scontro tra poteri dello Stato non giova a nessuno.
In un partito dove le voci critiche sono rare, il “doge” veneto si conferma ancora una volta figura autonoma, capace di smarcarsi con eleganza e pragmatismo. Un colpo di gelo, sì, ma servito con stile.

