Diciotto mesi di lavoro, una sperimentazione che diventa modello strutturale e un messaggio politico netto: sulla raccolta differenziata Udine cambia passo. L’assessora all’Ambiente Eleonora Meloni ha presentato in Commissione Verifica e Attuazione del Programma i dati della “Differenziata Smart”, rivendicando un percorso “a carte scoperte”, pienamente coerente con gli impegni presi con gli udinesi.
Secondo la relazione tecnica di Net, nelle aree smart la differenziata cresce dal 60,30% al 65,23%, mentre l’indifferenziato cala di quasi cinque punti. La qualità dei materiali riciclabili raggiunge livelli record: la plastica passa dal 50,9% al 66,7% di purezza. E il gradimento dei cittadini sfiora il 93,4%. Numeri che, sommati ai conferimenti nei centri di raccolta (tra il 9 e l’11%), potrebbero spingere Udine oltre il 75% di differenziata.
Meloni parla di “risultato politico e amministrativo di straordinaria importanza”, sottolineando come il nuovo sistema sia stato costruito “insieme ai residenti, ai consumatori, agli amministratori di condominio”, in contrapposizione al porta a porta spinto introdotto da Fratelli d’Italia e Lega, definito “rigido, contro i cittadini e contro la città”.
I dati ufficiali confermano infatti il calo della differenziata totale: dal 73,64% del 2022 al 70,56% del 2025, mentre il porta a porta puro “sfiora appena il 60%”. Da qui la scelta di superare la fase sperimentale: entro fine anno le campane smart arriveranno a 15.500 cittadini, con priorità nei quartieri più colpiti dai disagi del vecchio sistema — Aurora, Sant’Osvaldo, San Rocco, Via Napoli, Via Podgora, Via Abbazia.
Accesso tramite chiavetta RFID, controlli incrociati tra Comune, Net e Ater per contrastare evasione TARI e abbandoni abusivi, più decoro e più praticità: “Stiamo mantenendo gli impegni presi — conclude Meloni — meno rigidità, più riciclo e un servizio finalmente moderno e condiviso con la città”.

