Udine-Le primarie delle idee

 

Alberto Felice De Toni non gira attorno al punto: per battere il centrodestra serve una coalizione che non solo allarghi il perimetro, ma che lo faccia con una quarta gamba riformista vera, strutturata, capace di incidere. Lo dice dal palco dello spazio Villalta, dove la tappa friulana delle Primarie delle idee di Italia Viva diventa l’occasione per lanciare un messaggio che suona più come un avvertimento che come un auspicio.

«Se i riformisti non si uniscono, disperdiamo energia», scandisce il sindaco‑ingegnere, che per spiegarsi chiama in causa persino il dilemma dei prigionieri: quando ognuno pensa al proprio orticello, il risultato è un autogol collettivo. E il centrosinistra, oggi, non può permetterselo.

De Toni rivendica la sua bussola: la felicità pubblica come visione politica, «il filo rosso» che a Udine ha preso forma con Udine città felice. Partecipazione, cittadini coprotagonisti, istituzioni che non erogano soltanto servizi ma costruiscono comunità.

Sul percorso riformista interviene anche Tommaso Nannicini: le Primarie delle idee come piattaforma aperta, laboratorio di proposte da portare al campo largo in vista del 2027. E poi c’è l’endorsement di Matteo Renzi, che ha inserito De Toni nel novero dei possibili candidati premier della Casa Riformista. Complimento gradito, ma il sindaco frena: «La scelta deve arrivare dal basso. Io penso a fare il sindaco».

Giorgio Gori, ex primo cittadino di Bergamo, rilancia il valore dei sindaci come classe dirigente “di prossimità”. Ma De Toni chiude il cerchio con pragmatismo: «I sindaci da soli non bastano». Serve una squadra. E soprattutto serve unirsi, adesso.

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