Termovalorizzatore dell’Aussa Corno: l’impianto che promette metà del fabbisogno elettrico domestico del FVG accende il dibattito politico

 

Produrrà energia pari a circa il 50% del fabbisogno elettrico domestico del Friuli Venezia Giulia: è la promessa – e insieme il punto più controverso – del nuovo termovalorizzatore che la società Heinrich Hafner intende realizzare nell’area industriale dell’Aussa Corno. Un progetto imponente, destinato a cambiare gli equilibri energetici regionali, ma che sta già dividendo amministrazioni, territori e comunità locali.

 

Un impianto strategico, ma non privo di ombre

Secondo la documentazione preliminare, il termovalorizzatore tratterebbe rifiuti non riciclabili per generare energia elettrica e termica, contribuendo in modo significativo all’autosufficienza regionale. I sostenitori parlano di innovazione tecnologica, riduzione dei conferimenti in discarica e produzione stabile di energia pulita.

Le critiche, però, non mancano: timori per l’impatto ambientale, dubbi sulla reale necessità dell’impianto, interrogativi sulla gestione dei flussi di rifiuti e sulla compatibilità con le strategie europee di riduzione degli scarti. Alcuni sindaci della Bassa friulana chiedono maggiore trasparenza e coinvolgimento dei territori.

 

Convocato un consiglio comunale straordinario

La crescente tensione ha portato alla convocazione di un consiglio comunale straordinario, richiesto da più gruppi consiliari per discutere pubblicamente il progetto, analizzarne le ricadute e definire una posizione politica chiara. L’assemblea si preannuncia molto partecipata: associazioni, comitati e cittadini hanno già annunciato la loro presenza.

 

Un tema destinato a restare al centro dell’agenda regionale

Il termovalorizzatore dell’Aussa Corno non è solo un’opera industriale: è un nodo politico, ambientale ed economico che tocca la strategia energetica del Friuli Venezia Giulia per i prossimi decenni. La discussione è appena iniziata e promette di essere lunga e articolata.

 

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