Sicurezza a Udine, Pittioni attacca De Toni: “La città reale è ben diversa da quella raccontata dal Sindaco”

 

Il consigliere comunale Antonio Pittioni interviene con toni duri sul tema della sicurezza, contestando apertamente le recenti dichiarazioni del sindaco Alberto De Toni. Una presa di posizione netta, che riflette il crescente malessere di una parte della cittadinanza rispetto agli episodi di violenza registrati negli ultimi mesi.

Pittioni parla di “stupore” di fronte alle parole del primo cittadino e si domanda “su quali dati si fondi questa rappresentazione della città”, sostenendo che la quotidianità dei residenti racconti tutt’altro scenario. A suo giudizio, basta scorrere le cronache locali per trovare un elenco costante di risse, aggressioni, furti, episodi di violenza e un’attività di spaccio che, secondo le segnalazioni ricevute, interesserebbe ormai diverse aree urbane.

Il consigliere sottolinea inoltre un elemento spesso trascurato: la mancata denuncia di molti reati. “C’è chi ritiene inutile rivolgersi alle Forze dell’Ordine, convinto che i responsabili vengano rapidamente rimessi in libertà, e chi rinuncia per paura”, afferma. Una dinamica che, secondo Pittioni, renderebbe le statistiche ufficiali parziali e non pienamente rappresentative del fenomeno.

Nelle ultime ore, racconta, gli sono stati segnalati episodi particolarmente gravi: una rissa a bordo di un autobus, con la corsa interrotta e l’autista costretto a far scendere i soggetti coinvolti, e la violenza proseguita poi in strada. Non mancano, aggiunge, aree della città dove lo spaccio sarebbe così frequente da spingere alcuni residenti a parlare di “piccola Scampia”, espressione che Pittioni invita a non liquidare come provocazione, ma a interpretare come sintomo di un disagio profondo.

Da qui l’appello alla Giunta: “Il compito di un’Amministrazione non è minimizzare i problemi, ma affrontarli con decisione”. Pittioni chiede un rafforzamento delle azioni di prevenzione e controllo, in collaborazione con le Forze dell’Ordine e con tutte le istituzioni competenti, affinché Udine “torni a essere una città nella quale i cittadini possano vivere, lavorare e muoversi in sicurezza”.

“Continuare a negare l’evidenza non aiuta nessuno — conclude — è il momento di passare dalle parole ai fatti.”

 

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