Lo scontro tra Regione e Comune di Udine sul finanziamento al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” non accenna a placarsi. Il vicegovernatore Mario Anzil torna all’attacco e segna una rottura netta: «I rapporti con l’assessore Pirone sono chiusi. Sta usando il Teatrone per cercare preferenze in vista delle Regionali». Una frase che sposta il confronto dal terreno amministrativo a quello elettorale, con un’accusa diretta e senza precedenti.
Al centro resta il contributo regionale, che secondo il Comune sarebbe stato ridotto in modo unilaterale, mettendo in difficoltà la programmazione del principale presidio culturale del Friuli. Anzil ribalta la versione: «La Regione ha fatto la sua parte. È il Comune che alimenta polemiche per fini politici».
La replica del sindaco Alberto Felice De Toni è ferma, istituzionale, ma non meno significativa: «La lealtà istituzionale non può mai mancare. Le istituzioni devono dialogare, non delegittimarsi».
Il Teatrone diventa così il terreno simbolico di una frattura più ampia, che coinvolge equilibri politici, rapporti personali e strategie in vista della prossima tornata regionale. E a questo punto la domanda sorge spontanea, anche tra gli osservatori più cauti: è già iniziata la campagna elettorale? Così in anticipo?
Perché se i toni sono questi, la stagione politica sembra essere partita molto prima del calendario ufficiale.

