Il disegno di legge che reintroduce le Province in Friuli Venezia Giulia rivela una scelta priva di coraggio politico e di visione strategica. La Giunta ha preferito riproporre un modello del passato invece di affrontare con serietà il riassetto istituzionale della Regione. È mancato il confronto con il mondo politico, con gli amministratori e con la società civile: un percorso chiuso, che ora arriva in Aula già carico di criticità.
I gruppi di opposizione hanno depositato 157 emendamenti in vista delle sedute del 29 e 30 giugno. Alcuni sono simbolici, altri soppressivi, tutti pensati per evidenziare ciò che la riforma non risolve. Si torna alle vecchie Province, ma con meno funzioni e senza un progetto per il futuro. Prima di ridisegnare confini e governance degli enti intermedi, sarebbe stato necessario individuare le vere urgenze: costruire aree vaste funzionali, affrontare la crisi strutturale dei Comuni – a partire dal personale – e snellire una Regione sempre più elefantiaca.
Così, invece, si rischia di aggiungere un livello istituzionale senza rispondere alle sfide del territorio,

