Proposta di legge Fvg-Cultura, l’editoria indipendente come infrastruttura democratica

 

C’è un tratto che distingue le regioni che credono davvero nella propria identità: la capacità di sostenere chi produce cultura, non solo chi la consuma. In Friuli Venezia Giulia questo significa guardare alle case editrici indipendenti non come a un settore di nicchia, ma come a una vera infrastruttura democratica. Perché sono loro, spesso in silenzio, a custodire la memoria storica, le lingue minoritarie, le narrazioni dei territori, la qualità del dibattito pubblico.

La proposta di legge presentata oggi in Consiglio regionale – firmata da Marko Pisani e da un fronte ampio di forze politiche – va esattamente in questa direzione. Un investimento triennale da 3,75 milioni di euro per rafforzare la filiera del libro: dalla presenza ai saloni internazionali ai festival sul territorio, dalle traduzioni alle innovazioni produttive, fino alla formazione e alla diffusione di audiolibri ed e‑book.

È una scelta che riconosce un’evidenza: senza editori radicati, capaci di lavorare sulla “filiera corta” del libro, il patrimonio culturale del FVG rischia di disperdersi. Per questo la legge prevede anche un tavolo regionale dell’editoria, strumento necessario per coordinare scuole, Comuni, associazioni e operatori.

Altre regioni hanno già imboccato questa strada. Il Friuli Venezia Giulia non può restare indietro. Difendere l’editoria indipendente significa difendere la qualità della nostra vita civile.

 

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