La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha annunciato la sua uscita dal Partito Democratico, segnando uno dei passaggi più significativi nella crisi interna dell’area riformista. In un’intervista a Il Foglio, Picierno parla di una scelta “dolorosa ma inevitabile”, maturata di fronte a un partito che, a suo giudizio, avrebbe smarrito l’identità nata al Lingotto e mostrato ambiguità su temi cruciali come Ucraina, politica estera e rapporto con gli estremismi.
La dirigente campana denuncia la fine della “casa comune dei riformisti” e critica l’assenza di un vero confronto congressuale sulla linea impressa da Elly Schlein. Una distanza politica e personale divenuta, nelle sue parole, “non più colmabile”.
Picierno aderirà ora al Partito Democratico Europeo di Sandro Gozi, nel gruppo Renew Europe, mantenendo un profilo europeista e liberaldemocratico. La sua uscita rappresenta un segnale forte: il PD perde una delle sue voci più riconoscibili a Bruxelles, mentre il fronte riformista continua a interrogarsi sul proprio futuro.

