Maltempo in FVG – La notte in cui il cielo non ha dormito

 

La prima avvisaglia è arrivata nel tardo pomeriggio, quando il vento ha cominciato a correre tra le vie come un messaggero inquieto. Poi, all’improvviso, il cielo si è aperto in due. Fulmini, pioggia a secchiate, raffiche che piegavano gli alberi: il Friuli Venezia Giulia ha passato un’altra notte in balia del maltempo, una di quelle in cui il telefono del 112 non smette mai di squillare. Circa 150 le chiamate, una dietro l’altra, per allagamenti, rami caduti, strade trasformate in corsi d’acqua improvvisati.

A Pordenone l’acqua ha invaso scantinati e sottopassi, mentre a Lignano la pioggia rimbalzava sulle passerelle del lungomare come grandine liquida. A Cormons, nel buio interrotto solo dai lampi, i volontari della Protezione civile si muovevano tra tombini saltati e strade da mettere in sicurezza.
Le centraline segnavano numeri che parlano da soli: fino a 80 millimetri di pioggia, con picchi impressionanti sulle Prealpi e nel pordenonese. Il vento, sulla costa, ha toccato i 60 km/h, spingendo la Bora a colpi secchi contro finestre e terrazzi.

All’alba, la tregua è arrivata come un respiro corto, non come una promessa. Il bollettino aggiornato della Protezione civile è chiaro: instabilità ancora possibile, rovesci sparsi nel pomeriggio, qualche temporale residuo pronto a riaccendersi dove il cielo resta più pesante.
Le squadre sono ancora sul territorio, a liberare caditoie, mettere in sicurezza rami pericolanti, controllare i punti critici. La raccomandazione è sempre la stessa: prudenza, soprattutto vicino ai sottopassi e nelle zone che si allagano in pochi minuti.

Il Friuli Venezia Giulia si risveglia così, con l’odore di terra bagnata e il rumore dei mezzi della Protezione civile che attraversano le strade. Una notte difficile è passata, ma l’estate – quella vera – sembra ancora lontana.

 

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