Gaia Tortora, giornalista e figlia di Enzo Tortora, è tornata a parlare con forza del tema che più la riguarda da vicino: la giustizia che sbaglia.
Lo ha fatto commentando la votazione parlamentare sulla nuova legge che introduce maggiori tutele e risarcimenti per chi è stato vittima di errori giudiziari o di ingiusta detenzione. Una norma che, nelle intenzioni dei promotori, vuole evitare che tragedie come quella del padre si ripetano.
Il punto politico che ha scatenato la reazione di Tortora è l’astensione di Pd e M5S.
Due partiti che, pur dichiarandosi sensibili ai temi dei diritti e delle garanzie, hanno scelto di non sostenere apertamente il provvedimento. Per Tortora, questa posizione è “incomprensibile” e “offensiva” nei confronti di chi ha visto la propria vita distrutta da un errore dello Stato.
In un post durissimo, Tortora ha scritto che l’astensione “fa pena”, accusando le opposizioni di aver preferito il calcolo politico alla difesa dei cittadini più fragili davanti alla macchina giudiziaria. Un messaggio che ha rapidamente fatto il giro dei social, alimentando un dibattito acceso.
La legge è comunque passata, ma la polemica resta.
Da un lato chi sostiene che il testo rappresenti un passo avanti necessario; dall’altro chi ritiene che alcune parti vadano migliorate e che l’astensione sia stata una scelta tecnica, non ideologica. Tortora, però, non accetta questa lettura: per lei, quando si parla di vittime della giustizia, non esistono mezze misure.
ZOE

