Odeon, il laboratorio delle idee: Asquini apre la fase decisiva
Il percorso di rilancio dell’ex Odeon entra finalmente in una fase concreta. La scelta di affidare a Franco Asquini il compito di costruire un team snello e condiviso tra Comune e Regione segna un cambio di passo: dopo anni di progetti rimasti sulla carta, ora si punta a una soluzione praticabile, sostenibile e soprattutto utile alla città.
Il merito di Asquini – figura autorevole e trasversale – è aver riportato attorno allo stesso tavolo Mario Anzil e Alberto Felice De Toni, superando diffidenze e visioni divergenti. La Fondazione del Giovanni da Udine ha formalizzato l’incarico, e le prime riunioni, insieme al sopralluogo nell’immobile, indicano che la macchina si è messa davvero in moto.
Il metodo scelto è rigoroso: prima l’inventario di tutto ciò che è stato prodotto negli anni, dai business plan alle tesi universitarie; poi la proposta operativa, attesa già a inizio 2025. L’idea di fondo è chiara: un contenitore multifunzionale, aperto tutto il giorno, gestito da un privato, capace di ospitare eventi, cultura, socialità. Un luogo vivo, non un monumento sterile. Con un investimento stimato attorno ai 10 milioni, cifra impegnativa ma non irragionevole.
Il messaggio finale di Asquini è forse il più importante: una “chiamata alle menti migliori” del territorio. Perché l’Odeon non è solo un edificio da recuperare, ma un pezzo di città da ripensare. Via Vittorio Veneto, un tempo cuore del commercio udinese, può tornare a pulsare. Serve visione, serve coraggio. E ora, finalmente, c’è qualcuno che prova a rimettere insieme i pezzi.
foto di rep. Franco Asquini

