DOSSIER-Inflazione nel Nord Est, famiglie sotto pressione: cresce la paura di non farcela

 

L’inflazione torna a mordere il Nord Est. Ad aprile 2026 l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento del 3% su base annua, un dato che interrompe la tregua degli ultimi mesi e riaccende le preoccupazioni di famiglie e imprese. A pesare sono soprattutto i rincari dell’energia e degli alimentari, voci che incidono direttamente sul bilancio quotidiano.

Secondo l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, sette cittadini su dieci in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino si dichiarano “molto” o “moltissimo” preoccupati per la perdita di potere d’acquisto. Una percezione più alta rispetto alla media nazionale, in un territorio dove il costo della vita è già strutturalmente elevato e il tessuto produttivo, fortemente energivoro, risente più della media dei rialzi delle materie prime.

La Banca d’Italia prevede per il 2026 un’inflazione nazionale al 2,6%, ma l’instabilità internazionale e il nuovo aumento dei prezzi di petrolio e gas rischiano di rendere il Nord Est una delle aree più esposte. Le bollette tornano a salire, il carrello della spesa pesa di più e i redditi fissi faticano a tenere il passo.

Il risultato è un clima di crescente incertezza: consumi in rallentamento, famiglie prudenti, imprese che rivedono i piani di investimento. Un segnale chiaro che la ripresa, almeno per ora, resta fragile.

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