Crisi di Hormuz-Costi+14,6% in Friuli Venezia Giulia

La crisi nello Stretto di Hormuz sta trascinando verso l’alto le bollette italiane, con un impatto che si fa sentire soprattutto sulle famiglie vulnerabili.

Il blocco parziale dei traffici nel Golfo, innescato dalle tensioni tra Iran e Stati Uniti, ha fatto schizzare i costi di trasporto e assicurazione delle petroliere, riflettendosi immediatamente sui prezzi dell’energia. Tra febbraio e agosto 2026 gas ed elettricità sono aumentati dell’11,4%, contro un’inflazione generale del 2,8%. Per le famiglie italiane significa 1,8 miliardi di euro di spesa aggiuntiva: gas +13,5%, elettricità +10,1%. Nel Nordest l’impatto è più marcato: Friuli Venezia Giulia +14,6%, Veneto +14,8%.

Lo Stretto di Hormuz è il passaggio obbligato per il 57% del gasolio importato dall’Italia, il 20% del jet fuel e il 6% del greggio. Ogni rallentamento si traduce in un aumento dei prezzi alla pompa: il gasolio viaggia oltre i 2,11 €/l e non è escluso che possa avvicinarsi ai 3 €/l se la crisi dovesse protrarsi.

Arera ha annunciato per il quarto trimestre un +37,3% sulle bollette elettriche dei clienti vulnerabili, circa tre milioni di italiani. Nel Nordest, quasi 300.000 famiglie subiranno l’aumento. Il prezzo di riferimento dell’energia elettrica è salito a 43,43 cent/kWh, contro i 28 cent pre-crisi.

Secondo le stime, una chiusura prolungata di Hormuz potrebbe costare 276 euro in più a famiglia nei prossimi dodici mesi: 200 euro per il gas, 76 per la luce. Un inverno che rischia di essere molto più caro.

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