Il vicesegretario di Azione e segretario del Copasir, Ettore Rosato, lancia un doppio allarme che riguarda sia la sicurezza nazionale sia la capacità dell’Italia di affrontare le nuove minacce ibride. In un’intervista a Il Riformista, Rosato conferma quanto già indicato nelle relazioni dei Servizi segreti: attacchi statuali russi contro siti di aziende e istituzioni italiane, un’offensiva che non riguarda solo il dominio cyber ma anche quello cognitivo, dove la propaganda e l’ingerenza mirano a condizionare opinioni e processi democratici.
«È un’ostilità palese», afferma Rosato, ricordando come diversi Paesi europei — in particolare i Baltici — abbiano già denunciato interferenze russe nei propri sistemi politici. Da qui la critica alla politica italiana, spesso incline a minimizzare fenomeni che invece, sottolinea, «sono molto seri e pericolosi».
Il secondo fronte riguarda la difesa tecnologica. Rosato evidenzia come le capacità italiane ed europee siano «assolutamente inadeguate» rispetto alle nuove minacce, comprese quelle dei droni lanciati da piattaforme in mare, tecnologie emergenti sulle quali non esiste ancora una risposta efficace. «Bisogna investire, se vogliamo difendere le nostre città da un attacco che speriamo non arrivi mai», avverte.Infine, il segretario del Copasir denuncia un tabù tutto italiano: parlare di difesa e investimenti militari. «In altri Paesi europei non è così. Da noi interi partiti si vantano di non voler investire nella difesa, come se fosse uno spreco». Una posizione che, secondo Rosato, non è più sostenibile di fronte a un contesto internazionale che richiede consapevolezza, risorse e una strategia chiara.

