Emma Bonino è morta. Una delle figure più iconiche, tenaci e riconoscibili della politica italiana ed europea si è spenta lasciando un vuoto enorme nel campo liberale, radicale e dei diritti civili.
Già commissaria europea, ministra degli Esteri, parlamentare per decenni, Bonino è stata soprattutto la voce più instancabile delle battaglie radicali: dai diritti delle donne alla legalizzazione, dalla libertà individuale alla difesa delle istituzioni democratiche. Negli ultimi anni aveva guidato +Europa, portando avanti con la consueta energia le sue campagne per un’Italia più aperta, laica e saldamente ancorata all’Unione Europea.
La sua storia politica attraversa mezzo secolo di battaglie civili: referendum, campagne internazionali, mobilitazioni per i diritti umani, lotte contro ogni forma di autoritarismo. Una vita intera spesa “dalla parte delle libertà”, come amava dire.
Con Emma Bonino se ne va una protagonista assoluta della politica italiana ed europea. Una donna che ha trasformato la parola “militanza” in un impegno quotidiano, radicale, senza compromessi. Una figura che, nel bene e nel male, ha sempre diviso, ma mai lasciato indifferenti.
La sua eredità politica resta enorme. E profondamente viva.

