FEDRIGA-Bocelli :tra routine amministrativa e polemica politica

 

Il caso sui fondi destinati al cinquantenario del terremoto continua a tenere banco nel dibattito regionale. Al centro, il fascicolo aperto sulle modalità di assegnazione degli eventi commemorativi: una vicenda che, secondo il presidente, non merita clamori. Bocelli liquida la questione come «assoluta routine», ribadendo che tutto si sarebbe svolto «nella normalità e nella regolarità delle procedure». Una difesa netta, che punta a smontare l’idea di irregolarità o leggerezze amministrative.

Il bersaglio, però, è politico. Il presidente affonda sulle minoranze, accusate di inseguire «dicerie, maldicenze, parlar male» e di non avere «nessuna proposta per amministrare la Regione». Un attacco frontale che trasforma un’inchiesta tecnica in un terreno di scontro, con l’orizzonte del 2028 evocato come giudizio finale dei cittadini.

 

Il passaggio di Bocelli colpisce per la sua doppia natura: da un lato la volontà di normalizzare l’inchiesta, presentandola come un atto dovuto e privo di elementi problematici; dall’altro l’uso politico della vicenda, trasformata in un’occasione per delegittimare l’opposizione. Il linguaggio è diretto, quasi tagliente, e punta più a ribaltare la narrazione che a chiarire i fatti.

La strategia comunicativa è evidente: minimizzare il contenuto del fascicolo e massimizzare l’inefficacia delle minoranze. Ne risulta un intervento che non cerca di convincere sul piano tecnico, ma di consolidare la propria posizione sul piano politico. Un messaggio che parla più agli elettori che agli organi di controllo.

Zoe

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