Restyling del Carnera: via nel 2027 dopo il via libera della Regione. Udine apre il doppio fronte sul futuro degli impianti sportivi
Il dossier Carnera esce finalmente dalla palude dei rinvii. La Regione ha concesso la proroga richiesta dal Comune, fissando nuove scadenze che permettono di avviare il cantiere nel 2027, subito dopo la conclusione della stagione dell’Apu Udine, così da ridurre al minimo i disagi per squadra e tifosi. È la svolta che Palazzo d’Aronco attendeva per mettere mano a una struttura ormai segnata dalla vetustità e da interventi continui di manutenzione.
Il quadro finanziario
Sul tavolo ci sono i 3 milioni stanziati da Trieste nel 2023, cui il Comune ha aggiunto 660 mila euro per coprire l’Iva. Fondi non ancora trasferiti nelle casse municipali, ma considerati essenziali per avviare un restyling mirato: nuovi serramenti, climatizzazione interna finalmente adeguata e la possibile eliminazione del riscaldamento a pavimento, elemento che oggi limita l’utilizzo del palazzetto per eventi extra-sportivi. Nel frattempo, sono già partiti interventi urgenti sull’impianto microfonico e di emergenza, finanziati direttamente dal Comune.
La Regione ha fissato due nuove dead line: 5 dicembre 2028 per l’avvio dei lavori e due anni dopo per la loro conclusione. «I tempi tecnici non consentono un cronoprogramma dettagliato – ha spiegato l’assessora Chiara Dazzan – ma l’avvio nel 2027 è certo. L’obiettivo è evitare di costringere l’Apu a cambiare sede, nemmeno per poche partite».
Il palazzetto in Fiera: il secondo binario
Parallelamente, procede l’iter per il nuovo palasport nell’area di Udine Esposizioni, dove la Regione ha deciso di concentrare la strategia infrastrutturale. L’assessore Sergio Bini ha confermato la volontà di puntare sulla Fiera, già destinataria di un finanziamento da 8 milioni, e il presidente Antonio Di Piazza parla di «scelta logica, che farà risparmiare tempo e denaro e potrà finalmente dare al Friuli un impianto moderno e polifunzionale».
Il progetto di ristrutturazione del padiglione 6 è stato sospeso per non sprecare risorse pubbliche, mentre si lavora a una trattativa con Città Fiera per posti auto e terreni necessari alla nuova struttura. Le prime ipotesi parlano di un palazzetto da 7-8 mila posti, dimensionato sulle esigenze del territorio.
I 20 milioni del project financing
La Regione si prepara inoltre a riprendersi i 20 milioni stanziati nel 2024 per un project financing sul Carnera mai depositato. L’operazione dovrebbe concretizzarsi con l’assestamento di Bilancio bis atteso in Aula a ottobre. Sarà poi la giunta Fedriga a decidere la destinazione dei fondi, con la forte probabilità che una quota significativa venga dirottata proprio sul progetto in Fiera.
Una strategia a due velocità
Udine si trova così davanti a un doppio percorso: da un lato il restyling necessario e non più rinviabile del Carnera, dall’altro la prospettiva di un nuovo palazzetto moderno, capace di ospitare sport ed eventi e di colmare un vuoto infrastrutturale che il Friuli si trascina da anni. La politica regionale ha scelto di muoversi su entrambi i binari, con il 2027 come anno chiave per la trasformazione dell’impianto dei Rizzi e con la Fiera come orizzonte strategico per il futuro.

