Udine si è svegliata con la musica. Oltre millecinquecento persone hanno raggiunto il Colle del Castello fin dalle prime ore del mattino per il tradizionale Concerto del Risveglio, uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi dell’estate cittadina. Protagonista dell’edizione 2026 è stato Dimartino, che ha regalato al pubblico un’esibizione intensa e raccolta, perfettamente in linea con lo spirito dell’evento.
Accompagnato alla chitarra da Fabrizio Cammarata, il cantautore palermitano ha proposto una scaletta che ha attraversato le tappe principali della sua produzione artistica, intrecciando brani storici e composizioni tratte dall’ultimo album L’improbabile piena dell’Oreto. Il fiume palermitano, tema centrale del disco, è tornato più volte nel racconto musicale del concerto, evocato anche attraverso una personale reinterpretazione di Agua, ¿donde vas? di Federico García Lorca e richiami alla figura di Chavela Vargas e alla sua amicizia con Frida Kahlo.
Non sono mancati i brani tratti dagli album Un Paese ci vuole, Afrodite e Un mondo raro, accolti con calore dal pubblico. Dimartino ha scherzato con gli spettatori: «Per essere qui a quest’ora ci vuole una grande forza di volontà. Io non credo sarei venuto», ha detto tra gli applausi.
Ad accogliere i presenti è stato il vicesindaco e assessore ai Grandi Eventi Alessandro Venanzi, che ha ricordato la storia del Concerto del Risveglio: «È una bellissima idea nata più di dieci anni fa insieme agli amici di VignaPR. All’inizio era una provocazione: portare un grande evento musicale alle prime ore del mattino. Oggi quella sfida continua a essere vinta grazie all’entusiasmo degli udinesi e dei tanti friulani che scelgono di viverla. A loro va il nostro grazie, così come a VignaPR e a tutti coloro che rendono possibile questo appuntamento, diventato un simbolo dell’estate culturale della città

