Fedriga non chiude la porta a Trieste: «Se ci sarà bisogno, non posso negarmi»
Trieste entra ufficialmente nel perimetro delle scelte future di Massimiliano Fedriga, che durante la presentazione del nuovo numero della rivista IES ha ammesso di non escludere una sua candidatura a sindaco nel 2027. Un’apertura significativa, che arriva in un momento di fermento politico nel centrodestra regionale e che rimette il governatore al centro della partita triestina.
Interpellato sul bivio tra la guida del capoluogo giuliano e un ruolo più marcato nella Lega nazionale, Fedriga ha parlato di «problemi di cuore»: da un lato l’appartenenza al partito che «lo ha cresciuto» fin dall’adolescenza, dall’altro l’attrazione per l’amministrazione comunale, definita «più operativa, concreta e capace di dare soddisfazioni». Una preferenza che, pur non dichiarata apertamente, traspare nelle sue parole: «Se dovessi scegliere cosa mi piacerebbe fare operativamente, sceglierei la città».
Il governatore ha però ribadito un principio che pesa come un vincolo politico: «Se la mia forza politica avrà bisogno, non posso negarmi». Un messaggio diretto alla Lega, che potrebbe chiedergli un impegno diverso, magari nazionale, proprio mentre il partito attraversa una fase di ridefinizione interna. Fedriga, forte del consenso accumulato in Regione, non esclude alcuna opzione: «Sono due impegni ai quali non mi sottrarrei. Magari posso farli entrambi».
Le sue dichiarazioni aprono scenari nuovi per Trieste, dove il centrodestra dovrà individuare un candidato capace di mantenere la guida della città dopo l’era Dipiazza. L’ipotesi Fedriga, fino a ieri solo suggestione, diventa ora una possibilità concreta, benché ancora avvolta nella prudenza del diretto interessato.
In attesa che la Lega sciolga le riserve, il governatore manda un segnale chiaro: la disponibilità c’è, e il futuro politico del Friuli Venezia Giulia potrebbe passare proprio da Trieste.

