Il rafforzamento delle Case di Comunità passa anche attraverso il coinvolgimento diretto del Terzo settore. È la direzione scelta da Asugi, che ha avviato un percorso di coprogettazione aperto ad associazioni, fondazioni e cooperative sociali interessate a collaborare nella costruzione dei nuovi servizi territoriali. Le adesioni sono possibili fino al 30 giugno, primo passo di un modello che punta a integrare competenze professionali e risorse civiche.
La Regione sostiene l’iniziativa con un finanziamento dedicato: 2 milioni di euro fino al 2028, destinati a sviluppare progetti condivisi, attività di prossimità, supporto alle fragilità e interventi di comunità. L’obiettivo è chiaro: rendere le Case di Comunità non solo luoghi sanitari, ma presidi sociali capaci di intercettare bisogni, prevenire solitudini e costruire reti.
Per Asugi si tratta di un cambio di passo: la coprogettazione diventa strumento operativo per valorizzare chi, sul territorio, già lavora accanto alle persone. Per il Terzo settore, invece, è l’occasione di entrare stabilmente nella governance dei servizi territoriali, contribuendo con esperienza, volontariato e capacità di innovazione sociale.
Il percorso ora si apre alla partecipazione. La sfida sarà trasformare questa collaborazione in servizi concreti, continui e riconoscibili per i cittadini, facendo delle Case di Comunità un vero punto di riferimento per la salute e il benessere quotidiano.

