Il congresso di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia non si annuncia come un confronto, ma come una formalità. Sandra Savino vi arriva da favorita assoluta, sostenuta in blocco dai consiglieri regionali azzurri, che hanno scelto di blindarne la leadership con una nota che somiglia più a un’investitura che a un appello.
Cabibbo, Novelli e Lobianco parlano di “continuità” e “radicamento”, ma il messaggio politico è un altro: il partito non vuole scosse, né aperture a scenari alternativi. Dopo la stagione post‑Berlusconi, Forza Italia FVG punta tutto su una figura che garantisce rapporti solidi con Roma e un equilibrio interno che, per molti, vale più di qualsiasi rinnovamento.
La crescita degli iscritti – oltre 4.000 – viene sventolata come prova di salute, ma resta da capire quanto sia frutto di reale entusiasmo e quanto di un apparato che si muove compatto attorno alla stessa guida. Savino, forte del ruolo di sottosegretaria al MEF e del rapporto diretto con il presidente Fedriga, appare così inattaccabile, almeno nel perimetro regionale.
Il congresso, atteso nelle prossime settimane, rischia quindi di trasformarsi in un passaggio puramente notarile: la conferma di Savino non è solo probabile, è già scritta nella postura del partito. La vera domanda, semmai, è un’altra: quanto spazio resterà per un dibattito politico vero dentro un movimento che sembra aver scelto la strada della compattezza totale?
Mediatori al lavoro

