La Relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, fotografa un’economia sospesa tra rischi globali e opportunità tecnologiche. Dopo un 2025 più dinamico del previsto, il 2026 si apre con un quadro internazionale fragile: la guerra in Medio Oriente, la frammentazione del commercio mondiale e la volatilità dei mercati riportano l’incertezza al centro della scena.
Panetta avverte che l’inflazione, pur ridimensionata, resta vulnerabile a nuovi shock energetici e logistici. La politica monetaria dovrà quindi mantenere prudenza e flessibilità, evitando sia irrigidimenti prematuri sia allentamenti avventati.
Sul fronte interno, il Governatore indica la via: produttività, innovazione, capitale umano. L’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale sono la leva per rilanciare crescita e competitività, ma richiedono investimenti mirati e politiche pubbliche coerenti.
La Relazione segna anche un passaggio istituzionale: l’uscita di Luigi Federico Signorini e l’ingresso di Paolo Angelini come nuovo Direttore generale, affiancato da Gian Luca Trequattrini e Chiara Scotti.
Un messaggio chiaro attraversa tutto il documento: l’Italia può crescere, ma solo se saprà governare il cambiamento, non subirlo.

