Un accordo destinato a rafforzare il ruolo dei Comuni nella sfida della transizione energetica. È quello firmato ieri nella sede regionale cittadina tra Anci Fvg e Fvg Energia, come ricordato dal presidente dell’associazione dei sindaci Dorino Favot: «Il tema dell’energia nelle nostre comunità è ormai un problema all’ordine del giorno». La convenzione, valida fino al 31 dicembre 2030, punta a mettere a sistema competenze e strumenti per aiutare gli enti locali nelle politiche di sostenibilità, efficienza energetica e decarbonizzazione.
A sottoscrivere l’intesa, oltre a Favot, il presidente di Fvg Energia Franco Baritussio, affiancato dal direttore generale Piero Mauro Zanin. Per Anci erano presenti il segretario generale Alessandro Fabbro, il vicepresidente vicario Gabriele Bressan e il membro dell’ufficio di presidenza Fabrizio Pitton. Il primo passo sarà l’avvio della Comunità energetica rinnovabile regionale di area vasta, con 22 Comuni – più Ente Fiera – che hanno già manifestato interesse tramite un questionario diffuso da Anci. «Il 3 giugno li incontreremo per avviare la fase di progettazione», ha spiegato Baritussio.
Nelle prossime settimane saranno raccolti i dati sui consumi e sulla produzione da fonti rinnovabili, così da definire le priorità e individuare la configurazione di autoconsumo più adatta, da attivare entro il 31 dicembre 2027 per accedere agli incentivi del Gestore dei Servizi Elettrici. Fvg Energia svolgerà il ruolo operativo, fornendo consulenza tecnica, analisi di fattibilità e supporto organizzativo; Anci garantirà il coordinamento istituzionale, la diffusione delle iniziative e il coinvolgimento dei territori.
Favot sottolinea l’impatto sociale dell’intesa: «I primi a beneficiarne saranno le famiglie in difficoltà con le bollette, grazie ai vantaggi generati da una comunità energetica rinnovabile e dalla possibilità di contare su professionisti qualificati». Baritussio evidenzia anche il valore economico: «La comunità energetica abbatte il caro‑energia, aumentando l’indipendenza da gas e combustibili fossili, soggetti alle oscillazioni geopolitiche». In chiusura, è emersa la necessità di rafforzare, attraverso la Cer di area vasta, la capacità contrattuale del territorio nei confronti delle autorità nazionali dell’energia, in un sistema regionale più coordinato e integrato.

