Udine, scintille sul Teatro: Pirone denuncia il taglio dei fondi. Anzil respinge le accuse

 

Lo scontro tra Comune di Udine e Regione Friuli Venezia Giulia sul futuro del Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” è esploso apertamente. L’assessore comunale alla Cultura Enrico Pirone rompe il silenzio e denuncia un taglio che definisce «grave e incomprensibile»: mancherebbero 250 mila euro del contributo regionale, una cifra che – ricorda – era stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.

«La stagione è a rischio – avverte Pirone –. In queste settimane stiamo firmando i contratti con compagnie e artisti. Senza quelle risorse, la programmazione salta». Il Comune parla di un taglio del 25% rispetto agli impegni annunciati e teme ripercussioni immediate su cachet, produzioni e calendario.

La tensione è tale che il sindaco Alberto Felice De Toni ha inviato una lettera formale al presidente Massimiliano Fedriga, chiedendo chiarimenti e il ripristino del finanziamento. Da Piazza Unità, però, non è arrivata alcuna risposta. Un silenzio che a Palazzo D’Aronco viene interpretato come un segnale politico preciso.

Sul fronte regionale, il vicepresidente Mario Anzil, titolare della delega alla Cultura, respinge le accuse e parla di «ricostruzioni parziali e polemiche inutili». Secondo Anzil, la Regione non avrebbe alcuna intenzione di penalizzare il principale presidio culturale del Friuli, e il confronto con il Comune sarebbe «strumentalizzato a fini politici».

Ma i rapporti tra Pirone e Anzil sono ormai ai minimi, e lo scontro rischia di trasformarsi in un caso politico più ampio, con il Teatro al centro di una disputa istituzionale che arriva nel momento più delicato dell’anno: quello in cui si definisce la stagione 2026–2027.

Resta aperta la domanda che agita il mondo culturale udinese: senza quei 250 mila euro, il Teatrone potrà garantire una stagione all’altezza delle aspettative?

 

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