Sgombero del campo Rom, ricorso al Tar contro la decisione del Comune di Udine

 

Le famiglie del campo Rom di via Monte Sei Busi hanno presentato ricorso al Tar contro il provvedimento con cui il Comune ordina la demolizione o la rimozione dei manufatti presenti nell’area. Secondo i legali, il provvedimento ignora un elemento decisivo: da decenni quel luogo rappresenta la residenza stabile dei nuclei coinvolti, che lì hanno ricevuto servizi, assistenza e riconoscimento anagrafico.

Gli avvocati parlano di “affidamento incolpevole”, sostenendo che negli ultimi ottant’anni le famiglie si sono sentite autorizzate a vivere nell’area proprio perché le istituzioni, nel tempo, non solo non sono intervenute per impedirlo, ma hanno fornito documenti, utenze e percorsi sociali che consolidavano la permanenza.

Il ricorso contesta inoltre la natura “immediata” dell’ordine di sgombero, ritenuto sproporzionato rispetto alla complessità sociale della situazione e privo di un piano alternativo di ricollocazione. Ora la decisione passa ai giudici amministrativi, chiamati a valutare se l’atto comunale rispetti i principi di legittimità e tutela delle persone coinvolte.

 

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