La Regione chiude il dibattito sull’ipotesi di un referendum per la reintroduzione delle Province: non servirà alcuna consultazione popolare. Lo ha chiarito l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, intervenendo in Consiglio regionale per rispondere ai dubbi sollevati dopo l’avvio dell’iter legislativo.
Secondo l’esecutivo, la norma dello Statuto speciale che prevede il coinvolgimento dei cittadini si applica solo in caso di nuovi enti, modifiche dei confini o cambi di denominazione. Nel caso delle Province, invece, si tratta di ripristinare enti già esistenti, mai del tutto scomparsi dal punto di vista amministrativo. Per questo, sostiene la Giunta, non si configura l’obbligo di referendum.
Il chiarimento arriva mentre la riforma entra nella fase decisiva: il disegno di legge sarà discusso entro maggio, con l’obiettivo di ridefinire competenze e funzioni degli enti di area vasta. Una scelta che riaccende il confronto politico, ma che per la Regione non lascia margini interpretativi.

