La riforma Calderoli ridisegna la mappa dei territori montani e in Friuli Venezia Giulia lascia fuori 31 comuni, soprattutto tra Pedemontana e Carso. I nuovi criteri nazionali – quota minima e pendenza media – escludono realtà che da anni accedono ai benefici legati allo status di “montani”, generando immediata preoccupazione tra i sindaci. Il rischio paventato riguarda soprattutto agevolazioni fiscali, servizi scolastici e risorse dedicate alla viabilità.
La Regione, però, smorza gli allarmi. L’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli assicurano che il cambio di classificazione non avrà effetti sui sostegni garantiti dal Friuli Venezia Giulia: «I benefici regionali non cambieranno», ribadiscono, ricordando che la specialità statutaria consente margini di autonomia più ampi rispetto alle norme statali.
Resta aperto il confronto con i territori, che chiedono tutele stabili per evitare che un criterio tecnico cancelli le fragilità reali delle comunità di confine e di collina.

